PERÚ… LE ORIGINI

I primi abitanti del Perú giunsero da migrazioni asiatiche che attraversando lo stretto di Behring arrivarono al Nord America e poco a poco si spostarono verso Sud fino ad approdare nell’odierno territorio peruviano in cui, nel corso di migliaia di anni, svilupparono differenti culture nelle aree oggi chiamate Costa, Sierra e Selva.

Queste culture che precedettero la costituzione dell’Impero degli Incas si distinsero, come dimostrarono i loro reperti, per un alto grado di sviluppo. Di esse sono testimonianza Chan Chan, la cittadella costruita con mattoni di fango essiccati, considerata la più grande del mondo finora scoperta; la cultura Nazca che tra l’altro ci ha lasciato da decifrare le misteriose Linee di Nazca  che si suppone possano essere state utilizzate quale segnaletica per l’atterraggio di navi spaziali; la cultura Paracas i cui tessuti, dopo migliaia di anni, splendono impeccabili; la cultura Tiahuanaco, nel Titicaca che si sviluppò nei territori che oggi appartengono al Perú e alla Bolivia; le culture Chancay, Chimu, Mochica e Lambayeque, nella costa settentrionale, i cui recenti rinvenimenti archeologici del “Signore di Sipán”, assieme a quella di Tutancammon, sono considerati la scoperta archeologica più importante di questo secolo.

Tutte queste culture subirono cambiamenti, scomparvero o furono sottomesse dall’impero incaico che si costituì intorno all’anno 1000 dell’era cristiana e che si caratterizzò per l’alto grado di sviluppo nei differenti rami dell’ingegneria. Ne sono ancora testimonianza, tra altri, gli edifici, le strade, i ponti e gli acquedotti, così come i monumentali resti della Fortezza di Sacsayhuamán, il tempio di Coricancha la Cittadella del Machu Picchu.

La conoscenza dell’ingegneria idraulica di cui disposero rese possibile che la oggi arida costa peruviana fosse ben coltivata grazie ad una tecnologia che permetteva di trasformare la nebbia in acqua per l’irrigazione.
La loro lingua fu ilquechua, considerata, assieme allo spagnolo, lingua ufficiale del Perú; la loro scrittura, i “Kipus” consisteva in un sistema di fili intrecciati e annodati che ancor oggi attende di essere decifrata.

L’organizzazione politico-amministrativa degli Incas suddivideva in settori di dieci, cento, mille e diecimila abitanti il proprio territorio, con a capo di ciascuno persone nominate dall’Inca. E’ quindi evidente che gli Incas conoscessero e applicassero il sistema decimale sin dall’XI secolo dell’era cristiana. Nel 1532 l’impero del Tahuantinsuyo, dopo il governo di 14 Incas, dovette cedere innanzi alla conquista spagnola fatta da Francesco Pizarro. In quello stesso anno fu giustiziato l’ultimo Inca, Atahualpa, iniziando così la dominazione spagnola che organizzò sul territorio dell’antico impero incaico il Vicereame più potente che la Spagna ebbe oltremare.
La dominazione della Spagna portò con sé la evangelizzazione cattolica e la diffusione della lingua spagnola; durante quel periodo di trecento anni sorse, con la Cedola Reale del 12 Maggio 1551, la prima Università dell’America, l’Università Nazionale Maggiore di San Marco.

La religiosità dei peruviani trova nell’arte una costante e pregevole espressione. Durante il periodo coloniale si sviluppò la scuola del Cuzco seguita da una pleiade di pittori peruviani che sintetizzarono nelle loro opere il meticciato del barocco spagnolo con l’arte indigena peruviana lo stesso che i critici d’arte hanno denominato barocco latinoamericano. L’artista più conosciuto di detta scuola è stato Diego Quispe Tito.
In questo periodo furono presenti anche rinomati artisti del vecchio continente. Figurano in primo piano le opere del calabrese Mattia Preti eseguite nella cappella della Chiesa della Merced e fu quello stesso artista che plasmò la sua arte barocca nella cattedrale di San Giovanni a La Valletta, nell’attuale Repubblica di Malta e di numerosi quadri dello spagnolo Francisco de Zurbarán che se
i trovano nel Convento di San Francesco e nella Chiesa della Buona Morte e in altre.
Spiega lo straordinario potere del Vicereame del Perú l’immensa quantità d’oro e di argento che la Spagna estraeva da quello che fu l’impero degli Incas. Quei metalli preziosi servirono, in buona parte, a sostenere l’impero spagnolo oberato all’epoca dalle ingenti spese per assoldare un esercito dislocato in gran parte dell’Europa.
Le correnti libertarie del XVIII secolo che portarono all’indipendenza degli Stati Uniti d’America e che precedettero la caduta della monarchia francese, si ripercossero nei paesi dell’America Latina, tra i quali il Perú, che si rese indipendente il 28 luglio 1821 adottando da quel momento il sistema repubblicano di governo.
Da quella nata in poi il Perú ha promosso la solidarietà del Continente; effettivamente fu nel 1826 che dal Perú fu convocato il Congresso Antifictionico, celebrato nella città di Panama e fu a Lima che si riunì il primo Congresso Americano, nel 1851, convocato dal Presidente Ramón Castilla, al quale ne seguirono altri dai cui orientamenti scaturì l’idea dell’Unione Panamericana che precedette l’attuale Organizzazione degli Stati Americani (OSA).
Il Perú alla stregua degli altri paesi dell’America Latina, è sempre stato ilpaese dell’accoglienza. Alla fine del secolo scorso e durante il presente nei periodi del dopoguerra, approdarono in Perú consistenti flussi migratori provenienti dall’Europa e dall’Asia, che furono accolti con grande solidarietà rendendo così meno gravosa la difficile situazione economica che attraversavano i loro paesi d’origine.

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